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NewsPuntura di medusa: ecco che fare

A chi non è mai capitato di essere stato vittima di una puntura di medusa?
Se siete tra gli sfortunati che hanno fatto la conoscenza di questo affascinante animale marino avrete notato i classici sintomi di un’irritazione molto violenta, ma andiamo con ordine.
 
La medusa è un animale marino appartenente al phylum degli Cnidari (o Celenterati). Il suo corpo è composto prevalentemente da acqua (98% circa) e la sua forma generica è quella di un polipo rovesciato: la parte superiore (esombrella) è convessa, mentre la regione inferiore (subombrella) è concava.
 
Da qui dipartono i tentacoli urticanti a scopo di difesa e di predazione. I tentacoli presentano le cnidocisti (note anche come nematocisti o cisti nematoidi), cioè piccoli organelli cellulari che contengono la sostanza urticante.
 
Quest’ultima è è costituita da una miscela di tre proteine ad effetto sinergico:
  • Ipnotossina: è responsabile di un’azione anestetica, quindi paralizzante nelle potenziali prede;
  • Talassina: dopo il contatto tra i tentacoli e la cute, è la componente che induce la risposta infiammatoria nell’uomo; nelle persone suscettibili dal punto di vista immunitario, la talassina può risultare allergenica;
  • Congestina: produce una paralisi dell’apparato circolatorioe respiratorio delle vittime, risultando letale.
 
Puntura di medusa, perché avviene
 
la medusa è un animale urticante: quando viene toccata, i tentacoli si appoggiano sulla pelle della vittima umana e rilasciano delle sostanze fortemente irritanti che producono una reazione cutanea, simile ad un’ustione chimica di primo o secondo grado.

La medusa genera questa reazione allo solo scopo di difesa, mai di attacco.
 
Puntura di Medusa: quali sintomi comporta?
La puntura di medusa provoca una reazione infiammatoria caratterizzata da:
  • Rossore localizzato (eritema);
  • Rilievi cutanei (pomfi);
  • Vescicolebolle;
  • Dolore;
  • Bruciore;
  • Formicolio e intorpidimento;
  • Prurito
 
Puntura di medusa: cosa fare
La prima cosa da fare è allontanarsi con calma ed uscire dall’acqua, e successivamente lavare la parte colpita direttamente con acqua di mare in modo da diluire le tossine rilasciato dai tentacoli.
Successivamente pulire la pelle da eventuali filamenti residui. Lo puoi fare anche con una tessera di plastica rigida.
Consigliamo inoltre di applicare un impacco freddo sopra l’area per ridurre il gonfiore e il dolore, o in alternativa far scorrere acqua fredda sopra e attorno all’area.
Puoi anche valutare il ricorso a diverse tipologie di rimedi per ridurre il bruciore, il dolore ed il prurito, ad esempio quelli fitoterapici, come l’applicazione locale di Aloe o di un unguento a base di Calendula.
Puntura di medusa: cosa non fare
Principalmente consigliamo di non esporre la lesione a  calore eccessivo; inoltre è bene non strofinare o grattare la parte per evitare di esacerbare la reazione cutanea.
Per quanto possibile cerca di non grattare la superficie del pomfo che si viene a creare ed in generale tutta l’area limitrofa.
Infine è sempre bene non esporre al sole la ferita per i giorni successivi per evitare di innescare ulteriori meccanismi infiammatori.
Puntura di medusa: conclusioni
Ci teniamo infine a specificare che l’applicazione di una crema sulla zona interessata dalla puntura di medusa aiuta solamente a dare sollievo e lenire il dolore, mentre non esiste nulla che agisca come repellente.
Se il prurito e l’arrossamento della cute lesa peggiorano o non tendono a risolversi è consigliabile rivolgersi ad un medico.

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